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venerdì 7 settembre 2012

my own kind of curse


"Ci rivedremo presto all'inferno"

E' questo che non capiscono.

E' qui, è adesso. Mi brucia la carne e gli occhi. Ci sono dentro da otto anni e non ne uscirò mai, ed è solo colpa loro. E' colpa loro se devo chiedermi quale sia il punto migliore per scaricare un cadavere in un fiume, il modo più efficace per uccidere un uomo, l'esplosivo più potente per compiere una strage. Non ero questa persona. Non ero questa persona, eppure adesso lo sono.

E' questo che non capiscono.

Io, all'inferno, ci sono già.


(A volte vorrei essere nata e cresciuta infelice solo per non rendermi conto oggi della differenza)


Oh, Lou- I'd like to let you know that I do not feel welcome. / All the birds, the trees, the falling snow / No they were not made for me. / And all this is where her heart resides; we met in California / She saw cities, promise reaching through my eyes / And she turned her self away / Well how I curse that western skyline. / And yet I thanked it for my start. / Oh rue, though my dreams did not come true; no they only came apart. / So I followed her here to Birmingham, where the soil is so much riche / And though my aching pride might guide my hand, she did not ask for me to come. / So I wait for her all through the day, as if I wait for her surrender. / And every time I get her to look my way, she says I'm not where I belong. / But I watch her father preach on Sundays. / And all the hymnals of my heart. / But oh, rue, my dreams did not come true; no they only came apart. / All the snow fall this time of year, it's not what Birmingham is used to / I get the feeling that I brought it here, and now I'm taking it away. / But let's share one more drink together, before I go reload my cart / Oh, Lou, no my dreams did not come true- no they only came apart. / Ohhhh, oh oh oh oh / Take me home

lunedì 3 settembre 2012

my own kind of updates



Ritter è tornato.
Ha i capelli più lunghi e sorride più spesso, anche se in quel suo modo strano. Non abbiamo parlato di Sterling, non so cosa sappia. Non so se dirgli di andare a Safeport a starle accanto mentre Presta Donoway sta morendo o se invece di lasciarla in pace, di non distrarla. Vorrei stare dalle parti di Sunset Tower per ogni evenienza, ma Geary legato e sanguinante in uno dei nostri bunker mi inchioda qui. E poi c'è il tornado.

John è stato perfetto. Ha colpito esattamente dove doveva colpire. Non ha fatto un errore, non ha sbagliato un colpo. Non ha sbagliato un tempo o un movimento, non ha sbagliato un ordine. Non ha sbagliato niente. Ha gettato quel fumogeno senza il quale il cecchino mi avrebbe ammazzato. Ha continuato a coprirmi, restando sulla sua posizione. Ha fatto tutto bene.

Sono calma. Sapere Ritter in giro mi tranquillizza, e tutti i miei sono al sicuro, integri. Ho avuto un po' di febbre per la ferita, Ritter mi ha ricucito, ma ho la pelle dura e mi riprendo in fretta. Mi sento già meglio, presto potrò ridurre gli antidolorifici ed essere più lucida. Ho bisogno di essere in forze per Geary.

Ho due nuovi a bordo, un Carter e uno Schmidt. E una di Shadetrack, Hausten. Li ancora poco, ma mi incuriosiscono. E' così ogni volta che prendo gente nuova: mi trovo a fissarli e a chiedermi se diventeranno i prossimi Edwards, i prossimi Wright. O se invece passeranno come meteore, se troveranno un lavoro che paga meglio, con meno problemi.

Sto pensando molto a Casa. A Sweet Rivers, a come sarà. Se sono pronta a tornarvi o no. Mi tiene sveglia finché non sono esausta.

Vorrei avere un sonno senza sogni.